I parenti contro la Lollobrigida non per soldi, ma per denaro (Video esclusivo)

Gina Lollobrigida ci ha rilasciato alcune settimane fa un’intervista esclusiva. “Ho diritto di vivere la mia vita”.

Gina Lollobrigida ci ha invitato tantissime volte a casa sua. E’ grintosa, determinata, energica. Sempre. Da pochi giorni è stato reso noto il risultato della perizia psichiatrica voluta dalla Procura di Roma (ma di questo parleremo più avanti). In uno dei tanti pomeriggi trascorsi con Gina, nella sua casa romana, abbiamo registrato quest’intervista in cui senza mezzi termini ha risposto a Milko Skofic, suo figlio, a Dimitri, suo nipote e a Rigau, l’uomo che ritiene di averla sposata. “Ho diritto di vivere la mia vita”, ha tuonato la diva.

Gina Lollobrigida è «sana di mente, ma vulnerabile». Come dire: sta bene, ma in certe situazioni sarebbe circonvenibile. Il condizionale è d’obbligo soprattutto in questo caso. Non è né carne, né pesce; non è bianco, né nero quello che è stato scritto nella perizia. Sembra grigio. Perché ci sono tante sfumature. Arriva così un nuovo tassello nell’ambito della complessa indagine che ha visto nelle scorse settimane Gina Lollobrigida sottoporsi ad oltre cinque ore di test (ci raccontano di vario tipo) dopo l’incidente probatorio voluto dalla Procura di Roma nell’abito dell’inchiesta che vede imputato Andrea Piazzolla, giovane manager dell’attrice. Lui è stato denunciato da Francisco Rigau, l’uomo che ritiene di aver sposato in Spagna per procura la Lollo, Milko e Dimitri Skofic, figlio e nipote della diva. Contro di Piazzolla pesa l’accusa pesante dei familiari della Lollo secondo i quali il ventinovenne starebbe dilapidando il patrimonio della donna. Piazzolla, diversi mesi fa in esclusiva su Novella2000, si è difeso dicendo: «Dimostrerò, se dovesse servire, che il mio lavoro mi consente di acquistare auto di grossa cilindrata, fare vacanze e altro».

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Insomma, Rigau, Milko e Dimitri sembra che vogliano a tutti gli effetti mettere le mani sul patrimonio dell’attrice In che modo? Incolpando e cercando di allontanare Piazzolla, amministratore della Vissi d’arte, una società riconducibili alla Lollo. Pare, inoltre, che Milko e Dimitri da tempo non sentano l’attrice, ma non per volontà di Piazzolla. Che nelle nostre interviste ci ha sempre mostrato tutti i suoi inviti rivolti al figlio e al nipote della Lollo affinchè partecipassero alla vita di Gina. Uno degli ultimi inviti Piazzolla l’ha recapitato proprio in occasione della festa di compleanno per i 90 anni, ma di Milko e Dimitri non c’era nessuna traccia in piazza di Spagna dove si è svolta la festa.

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Facciamo un piccolo passo indietro e torniamo in tribunale. La Procura, dopo la denuncia contro Piazzolla, ha affidato alla Guardia di Finanza le indagini preliminari. L’incidente probatorio, con il quale il pubblico ministero e la difesa dell’indagato possono chiedere l’assunzione anticipata dei mezzi di prova nelle fasi precedenti, è servito a far chiarezza sulle condizioni di salute mentali di Gina. Che in tutti questi mesi abbiamo sempre, e ripetutamente, incontrato. Chi vi scrive è stato invitato alla festa per i suoi 90 anni, l’ha intervistata più volta a Roma nella sua storica casa sull’Appia. La Bersagliera è apparsa tutt’altro che confusa. Possiamo metterci la mano sul fuoco.

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«Facendo le corna sto bene. E’ incredibile: hanno già perso una volta, quando volevano interdirmi qualche anno fa (era il 2012). Adesso ci riprovano più pesantemente. Dopo questa dovranno smetterla. Dovranno lasciami in pace. Ho diritto di vivere la mia vita. Voglio giustizia da viva», ci aveva raccontato in esclusiva Gina Lollobrigida. Lei, infatti, in tutti questi mesi non ha perso nemmeno un colpo: spesso si reca a Pietrasanta dove sta lavorando alla realizzazione della Regina di Saba, una grandissima statua di marmo. E anche noi, a settembre scorso, siamo stati nella bottega che la ospita per i lunghi viaggi di lavoro in Toscana. La gente del posto ci ha raccontato di una Lollo in grembiule, martello e scalpello in mano. Senza orecchini d’oro e quei pregiatissimi abiti che lei stessa disegna da anni. Insomma, è difficile immaginare, alla luce di quello che si legge da alcune righe della perizia, che una come lei possa essere manipolata da qualcuno. Ma i processi si fanno nelle aule di tribunale e ci atteniamo ai fatti, raccontandovi qualche particolare in più per diritto di critica, che è una prerogativa dei giornalisti.

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Torniamo alla perizia. La settimana scorsa Fabrizio Siggia, legale di Piazzolla ha combattuto per oltre due ore contro i due periti nominati dal Giudice del Tribunale di Roma (un medico legale e uno psichiatra). Siggia, infatti, ha cercato di far capire loro che sembrerebbe quasi un controsenso esaltare caratteri della personalità così accentuati come il narcisismo e l’egocentrismo, in qualche modo propri di una donna da sempre abituata ad essere al centro dell’attenzione e ritenere che essi siano oggi in grado di incidere sul profilo di vulnerabilità e assoggettabilità che individuano. I test ai quali è stata sottoposta la Lollo hanno precisato con il rigore scientifico che ha un’esame della realtà integro e ben conservato. Dunque in grado di ben comprendere quello che le accade in torno e di decidere.

Adesso cosa accadrà? Il pubblico ministero dovrà decidere, dopo indagini patrimoniali se archiviare la posizione di Piazzolla o rinviarlo  a giudizio (quindi a processo).

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