Cristina Nutrizio (autrice di Barbara d’Urso) presenta il suo libro: una storia emotiva bellissima!

Cristina Nutrizio, autrice di Barbara d’Urso, presenta il suo libro! E’ un storia emotiva e sentimentale. Una bella idea regalo per Natale.

Un Amore. E la maiuscola non è un refuso. Un Amore intenso anche nella sua tragicità come raramente è stato narrato in letteratura. “Il fuoco di Agnese” è uno di quei libri che fanno perdere ore di lavoro per trascinarti in un universo parallelo distraendoti da ciò che resta del mondo.

Ma dove si era nascosta fino ad oggi l’autrice, Cristina Nutrizio? Meglio non poteva scegliere la casa editrice Maggioli per aprire finalmente le sue collane alla narrativa. Le 275 pagine del romanzo sono una galoppata attraverso tutte le forme di sentimento raccontate con un ritmo che non consente soste, rallentamenti, perché il rischio di essere disarcionati ogni volta che si pensa di aver capito tutto, è altissimo. Si può definire un thriller emotivo? Decisamente sì. Per personaggi, luoghi, circostanze, fatti.

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Agnese è una filmmaker che si imbatte per lavoro in un artista, Guccio Guarini. Lei ha un trascorso (e un presente) di amori intrecciati, fugaci, fragili, futili. Quasi inutili. Lui è rinchiuso nel suo mondo astratto, intellettuale, concettuale, solo apparentemente impenetrabile. Lei ha un casino in testa, un cervello che corre a mille allora, una serie di situazioni cominciate e mai finite. Ma sogna. Lui appare inizialmente come un monolite pieno di certezze, appagato da una vita tutto sommato tranquilla che solo l’arte riesce a scuotere. Certamente non la moglie. Finché non conosce (in un cimitero…) Agnese.

Tra i due nasce un confronto (sì, un confronto) epistolare (via mail) di grande spessore culturale — con irresistibili storie di animali: il pollo, il cane, il castoro, l’ape, la scimmia e tanti altri, utilizzate quali metafore comportamentali per dichiarare le proprie sensazioni sulla vita, sulla morte e sull’amore — pervaso da un fil rouge affettivo che porta a un crescendo solo apparentemente inevitabile. Ma se c’è un elemento assente ne Il fuoco di Agnese è proprio la banalità. Nulla è mai come te lo aspetti. Neanche il sesso. Questa grande storia (chissà se qualche sceneggiatore avrà l’intelligenza di metterci gli occhi addosso) è narrata dalla protagonista a un prete. Una sorta di confessione laica liberatoria attraverso la quale Agnese cerca nuova linfa vitale. L’isola di Ustica ma anche Soglio in Val Bregaglia, Svizzera, il «feudo di Guccio», fanno da scenografia alla lunga cavalcata tragico-sentimentale dai risvolti raffinati e decisamente inediti.

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Cristina Nutrizio oggi è un’autrice televisiva dei programmi di Barbara D’Urso. Laureata al Dams di Bologna in Drammaturgia, è stata per molti anni assistente alla regia di Dario Fo e Giorgio Strehler. Suo papà era Nino Nutrizio, un grande giornalista, storico direttore del quotidiano «La Notte». Sua mamma è Luciana Novaro, indimenticata prima ballerina della Scala dal 1941 al 1956. In questo romanzo d’esordio, Nutrizio si afferma come scrittrice di grandissimo talento e dal raro spessore narrativo. Il fuoco di Agnese non potrà restare il suo unico romanzo.

L’autrice Per anni assistente alla regia di Dario Fo e Giorgio Strehler, oggi scrive testi per la televisione. (Fonte Corriere della sera).