Anche alla prima della Scala di Milano i ricchi sono ricchi perché non spendono!

Tradizionale concerto alla Scala di Milano. Biglietti costosissimi, gioielli e vestiti firmati. Ma i ricchi spendono sempre meno. Indovinate perché?

Sette dicembre: Sant’Ambrogio. Un giorno particolare, importante, per Milano.C’è il tradizionale concerto alla Scala che coinvolge tutta la città. Tutto è pronto o quasi. Mancano poche ore. Ci saranno i ricchi (tanti) che forse sono ancora più ricchi perché spendono poco o niente. Guardate nel video cosa ha scoperto Roberto Alessi.

Come scrive l’Ansa: “ultimo atto l’allestimento delle vetrine della Rinascente di piazza Duomo dedicata ai primi cento anni del grande magazzino raccontate attraverso gli spettacoli del teatro milanese. Pochi però anche quest’anno i vip. Non ci saranno né il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, né il premier Paolo Gentiloni e nemmeno il presidente del Senato Pietro Grasso. Nel palco reale siederanno, con il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Roberto Maroni, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il ministro per la coesione territoriale Claudio De Vincenti, il sottosegretario Maria Elena Boschi e il prefetto Luciana Lamorgese. In teatro si stanno facendo gli ultimi preparativi prima del debutto dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano. Ancora ieri il direttore Riccardo Chailly ha provato con i due protagonisti, Anna Netrebko e il marito Yusif Eyvazov e oggi sono in preparazione le decorazioni floreali curate da Dolce e Gabbana”.

Tutto quello che c’è da sapere sullo spettacolo in scena oggi. Nel cinquantenario della scomparsa di Victor de Sabata

Coro, Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala
Nuova produzione Teatro alla Scala

Durata spettacolo: 2 ore e 35 minuti incluso intervallo

Direttore Riccardo Chailly
Regia Mario Martone
Scene Margherita Palli
Costumi Ursula Patzak
Luci Pasquale Mari
Coreografa Daniela Schiavone

CAST

Andrea Chénier Yusif Eyvazov
Maddalena di Coigny Anna Netrebko
Carlo Gérard Luca Salsi
La mulatta Bersi Annalisa Stroppa
La Contessa di Coigny Mariana Pentcheva
Madelon Judit Kutasi
Roucher Gabriele Sagona
Il romanziero, Pietro Fléville, pensionato del Re Costantino Finucci
Fouquier Tinville, accusatore pubblico Gianluca Breda
Il sanculotto Mathieu, detto “populus” Francesco Verna
Un “Incredibile” Carlo Bosi
L’Abate, poeta Manuel Pierattelli
Schmidt, carceriere a San Lazzaro Romano Dal Zovo
Il Maestro di Casa/Dumas, presidente del Tribunale di Salute Pubblica Riccardo Fassi

L’OPERA IN POCHE RIGHE

Andrea Chénier, il capolavoro di Giordano che fu battezzato alla Scala nel 1896, vi manca dal 1985. Allora come oggi sul podio c’era Riccardo Chailly. Il maestro milanese, che nel 2018 festeggia i 40 anni dal debutto operistico con I masnadieri, ha diretto al Piermarini 18 opere coprendo un repertorio vastissimo che da Verdi spazia a Stravinskij e Prokof’ev, da Rossini a Puccini e, appunto, al verismo. Per questo 7 dicembre il M° Chailly incontra per la prima volta Mario Martone, regista esperto di affreschi storici in scena e sullo schermo. Se La morte di Danton di Büchner denunciava le derive della Rivoluzione, un film come Noi credevamo era una riflessione sulle delusioni di una generazione votatasi alla speranza di cambiamento. Con Margherita Palli, creatrice di tanti spettacoli ronconiani, Martone ha realizzato nel 2016 un fortunato allestimento de La cena delle beffe, sempre di Giordano, che ha segnato il primo passo nel processo di riscoperta del verismo alla Scala. Alla sua terza inaugurazione scaligera, e fresca dell’entusiasmo per La traviata che ha interpretato nei mesi scorsi, Anna Netrebko sarà Maddalena di Coigny dividendo il palcoscenico con il marito Yusif Eyvazov. Eyvazov, che ha recentemente debuttato nel ruolo a Praga, si è preparato in questi mesi con il M° Chailly mentre la sua carriera segna una serie di tappe importanti, da Don Carlo a San Pietroburgo a Radamès al Festival di Salisburgo con Riccardo Muti. Nei panni di Carlo Gérard torna alla Scala Luca Salsi, uno dei più emozionanti baritoni dei nostri anni, che in questa parte ha riscosso un grande successo personale alla Staatsoper di Monaco nel 2017.

Un’altra interpretazione dell’Andrea Chenier di Girodano, in onda nel 1981 su Rete4

I consigli dell’Ansa per essere eleganti nel giorno della prima alla Scala. Autentica eleganza e un pizzico di stravaganza per la premiere più attesa dell’anno, l’apertura della stagione del Teatro alla Scala di Milano. Ad aprire il sipario, giovedì 7 dicembre, è Andrea Chénier di Umberto Giordano che, dopo 32 anni, ritorna sul palcoscenico scaligero diretta, allora come oggi, da Riccardo Chailly per la regia di Mario Martone. In tanti sono pronti ad applaudire con mise studiate da tempo per l’occasione il soprano più amato dai melomani Anna Netrebko e il tenore Yusif Eyvazov. Se l’abito lungo e prezioso per le donne e l’intramontabile smoking per gli uomini sono un passepartout in queste occasioni, la vera differenza la fanno i dettagli. Da evitare papillon oversize, gonne vaporose e abiti eccessivamente trasparenti. Consigliati invece i colori sobri e i tessuti preziosi. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Espresso Communication per Bigi Cravatte Milano, su un panel di 10 esperti tra fashion blogger e stylist.

“Rigore, sobrietà e raffinatezza sono imprescindibili in queste occasioni – spiega Paola Bigi, contitolare di Bigi Cravatte Milano – L’eleganza si manifesta nell’accurata scelta degli accessori che vanno a completare il look”. E se sul palco sfileranno rigidi corpetti, ampie gonne e culottes settecentesche, nel foyer si accalcheranno dame con abiti senza tempo impreziositi da gioielli, bagliori in metallo, eleganti pizzi e galantuomini in smoking, protagonista indiscusso degli eventi serali, nei classici colori nero e blu midnight. Luci spente in platea ma riflettori accesi sul red carpet per individuare tutti i dettagli degli outfit dei vip a cui ispirarsi per inventare il proprio stile gran soirée.
“Abito in pizzo color cipria o oro, in alternativa un long dress nero o rosso borgogna, in velluto o in raso, con sopra una stola dall’allure sempre chic”, suggerisce la fashion blogger Pamela Soluri (tr3ndygirl.com). “Farsi notare sì, ma non a tutti i costi. Vietati i colori troppo sgargianti e prediligere il nero, il blu, il rosso e il bianco. Fondamentale è trovare il giusto equilibrio tra abiti importanti e gioielli preziosi”, consiglia la fashion blogger Ornella Picciau (thefashiondance.com).

D’obbligo per le donne una parure luminosa, di diamanti o pietre preziose, che catalizza l’attenzione dei fotografi e dei presenti grazie ai luccicanti giochi di luci. Come dimenticare per esempio il collier che Maria Callas indossò nel 1955, quando interpretò la Traviata di Luchino Visconti, o la parure di smeraldi di Enrica Invernizzi e i gioielli da capogiro della contessa Terry De Marinis. “Più che apparire per l’abito, si può giocare con gli accessori: una bella acconciatura raccolta per valorizzare orecchini pendenti, una scollatura con un collier importante e un piccolo scrigno prezioso da tenere tra le mani come borsa”, aggiunge Alessia Canella (styleshouts.com).

Essenziale per gli uomini, invece, adottare dei piccoli accorgimenti per rendere unico il classico abito scuro di gala. “Fondamentale è che l’abito calzi a pennello:la giacca deve essere sufficientemente comoda da poter essere tenuta allacciata anche durante lo spettacolo e la manica deve lasciar intravedere il polsino della camicia. I pantaloni invece non devono ripiegarsi sulla scarpa ma neanche mostrare la caviglia. Indispensabili, in queste occasioni, calzini abbastanza lunghi da non mostrare la gamba”, suggerisce Pierluigi Musco (papillonp.com). Numerosi infine i dettagli che rendono ogni abito unico: risvolti in raso lucido sui revers della giacca e sui pantaloni, panciotto e pochette bianca. E ancora l’elegante modello a doppiopetto o il più classico monopetto con un solo bottone frontale a contrasto. Infine completano l’outfit preziosi gemelli in oro bianco o giallo e il papillon in raso perfettamente annodato intorno a colletti solitamente bianchi ma permessi anche scuri.

Ecco i consigli degli esperti di stile per non commettere errori che possono trasformare una mise chic in un abbigliamento kitsch.
PER LUI
1- Papillon bianco per chi indossa il frac e nero o dark navy per chi preferisce lo smoking;
2- Vietato indossare una cravatta con il nodo allentato ed evitare nodi troppo importanti;
3- Prediligere colori sobri e disegni ton sur ton creando sintonia tra i differenti elementi indossati;

4- Prestare estrema attenzione alle misure: evitare papillon e cravatte oversize;

5- Banditi risvoltini e caviglie in mostra.
PER LEI
1- No a colori troppo sgargianti, sì a colori sobri come il nero, il blu, il bianco, il rosa cipria, il beige e l’oro;
2- Da evitare vestiti ampi e vaporosi che impedisco di stare comodamente seduti, occupando anche la poltrona vicina;
3- Optare per materiali pregiati come pizzo, velluto e raso;
4- Via libera a gioielli e accessori preziosi, ma senza esagerare;
5- Evitare scollature vertiginose ed eccessive trasparenze

“Da tre generazioni il nostro compito è creare delle collezioni che diano all’uomo una gamma completa di soluzioni per ogni occasione ed è proprio nei dettagli che risiede l’essenza di ogni prodotto – prosegue Paola Bigi – Per dare un tocco di rinnovamento allo stile, pur non scostandosi troppo dalla tradizione, proponiamo una versione della fascia da smoking e del papillon in raso dark navy che ben si abbina al look total black. Infine è importante prestare estrema attenzione alle misure: come per le cravatte Bigi, proposte in una larghezza massima di 8cm, anche il papillon dovrà rispettare dimensioni precise e non potrà essere più alto di 6 cm”.